dico la MIA

Sembrerà incredibile per chi mi conosce, ma quest’anno è stata la prima volta che ho visto la MIA Photo Fair . Non sapevo cosa aspettarmi, se non a grandi linee, e devo ammettere di esserne rimasta un po’ delusa.
Trovarla è facile: posizione centrale, sede nuova…si sa che a Milano la cultura fa chic.

Entro: mi ritrovo nella versione non virtuale di pagine come Flickr, DeviantArt e simili: una lunga serie di paesaggi in bianco e nero; dettagli architettonici minimal  che vanno dal bianco ai toni pastello; fiori, alberi ed elementi naturali in tutte le salse e rari casi di ritratti interessanti. Non voglio togliere meriti agli artisti: c’erano indubbiamente anche serie notevoli sia a livello estetico sia narrativo, e nel reportage le tematiche sono sempre degne di uno sguardo attento, ma chi mastica un po’ di fotografia non ha potuto trovare accanto ai grandi nomi alcuna novità.

                                  in ordine: Paola Agosti, Edoardo Romagnoli, Liu Bolin

 

Al massimo qualche revival: io e i miei compagni di studi artistici già una decina di anni fa facevamo scorta di fotografie di luoghi abbandonati, e per quanto personalmente li ami ancora, non posso ritenerle una fonte di ispirazione. Ammettiamolo: qualunque circolo fotografico ha qualche socio amante del genere.
Un paio di gallerie hanno presentato radiografie, sulla scia del calendario Eizo (datato 2010) che tra l’altro avevo molto apprezzato.

La mia passione per tutto ciò che riguarda il mondo floreale mi ha fatto provare un meraviglioso senso di pace davanti alla serie Luminatus di Davide Marino, che trovano il loro “doppio” nel blog Giovedì Fiori.


nicomingozzi1Un incontro tra la passione per il vintage dilagante negli ultimi anni e la manipolazione sulle polaroid sono le opere di Nico Mingozzi: ha comprato fotografie d’epoca senza valore e le ha interpretate aggiungendovi ansia, incubi, mostri: potevano non piacermi?
Anche il suo lavoro ha un rimando alla mia mente: le recenti opere di Sara Lando, pubblicate sulla sua pagina Instagram.

 
Conclusioni: l’anno prossimo, fatevi un giro.
Potrete conoscere le tendenze o riscoprire i maestri, comprare libri che difficilmente troverete nella Mondadori dietro l’angolo e, per chi fotografa, avere una botta di autostima! In fondo i galleristi non hanno tutto questo senso estetico e non molte opere in mostra erano davvero superiori a quelle che vedo quotidianamente aprendo la mia pagina Facebook, vera e propria vetrina di talenti e artisti, anche se non vendono ciò che creano con cifre a tre zeri.

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2 pensieri su “dico la MIA

  1. Non conoscevo Davide Marino e il suo lavoro, l’intervista mi sembra interessante, la prima volta che passerò da Genova proverò a fare una sosta. Le idee di Nico Mingozzi con quest’incrocio fra Polaroid e disegno sono certamente degne di attenzione, peccati io non sia su FB e dovrò fare un po’ di fatiche per vedere sue opere…colpa mia, lo so!
    robert

    1. Ciao Robert, io sono su fb per praticità e devo dire che in certi casi semplifica la vita anche se sicuramente non iscriversi ha i suoi vantaggi…ad esempio un notevole risparmio di tempo!

      Sul web trovi qualche opera di Nico Mingozzi ma di sicuro una ricerca più approfondita porterà a risultati migliori! 🙂
      http://www.dechiricogalleriadarte.com/gallery-artista/nico-mingozzi-407
      http://www.galleriaweber.it/index.php/artisti2/97-nico-mingozzi.html
      http://www.saatchiart.com/nm

      A presto!

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